Natività

N. Lo Castro, S. Agata Militello

nativitàProviene dalla piccola chiesa posta verso Nord poco fuori l’abitato, originariamente costituita da un’aula absidata che fu ridotta per mezzo della realizzazione di un muro di fondo con una più grande abside capace di contenere la statua marmorea della titolare, acquisita tra il secolo XV e il XVI.

Insieme ad alcuni altri frammenti residui di quella che dovette essere un ciclo decorativo che interessava tutta la superficie interna, era presente presso l’angolo a sinistra dell’ingresso (controfacciata, muro meridionale). Il recentissimo restauro (2001) ha permesso una più agevole lettura del soggetto che - per quanto lacunoso e ridotto - è certamente un eloquente frammento di “Natività”. La stessa collocazione sarebbe pertanto non solo ragionevole ma potrebbe indicare uno sviluppo in successione del racconto dell’Incarnazione del Cristo, di cui la scena dell’Annunciazione occupava la parete di fondo dell’aula, con le figure dell’Angelo e della Vergine poste ai lati del catino, convenientemente stando all’intitolazione dell’edificio sacro.

natività2Nella parte più bassa del frammento pittorico, seguendo una leggera inclinazione, compare la figura giacente di Maria (è visibile la parte superiore della testa ammantata e aureolata della Madre di Dio, il profilo della spalla e della manica); la veste è di color rosso scuro con bordi in bianco. Gli elementi del viso sono espressionisticamente accentuati dall’uso di pennellate in forte contrasto, con linee bianche o grigio-verde stese su un fondo ocra chiaro, che segnano fortemente la fronte, le palpebre, le sopracciglia, il principio della linea mediana del naso. Sul fondo, la linea bianca striata in verde può essere ritenuto il lenzuolo che copre il neonato; più sopra, una culla lignea ospita la figuretta del Bambino entro fasce variamente intersecate (la stoffa è come la precedente, bianca con strisce verdi). Il viso tondo, corniciato dalle fasce che formano una cuffietta, è caratterizzato dal naso affilato che si prolunga nelle arcate sopraccigliari attornianti due occhi scuri e vivi. Superiormente è ancora una piccola superficie dipinta in cui si distinguono una porzione di veste femminile panneggiata e una mano che si tende verso Gesù (di color ocra-arancio con profilo scuro) appartenente ad una serva.

Volendo credere si tratti di un’iniziale opera di decorazione pittorica unitaria e iniziale, mai più proseguita o riproposta, e considerata la tecnica di esecuzione e le qualità formali, si può ascrivere al XIII secolo, successivo al periodo di costruzione della stessa chiesa. Non è superfluo osservare inoltre che il soggetto è esternamente raro in Sicilia, anche se avrà una notevole fortuna e diffusione nella coeve e successive decorazioni musive bizantine delle più importanti chiese normanne in area palermitana. nota 

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