Ss. Basilio e Giacomo

N. Lo Castro, S. Agata Militello

basgia1Proviene dall’edificio annesso alla chiesa dedicata al compatrono della cittadina, San Basilio Magno, che lavori di restauro hanno permesso di identificare quale struttura di una chiesa preesistente all’attuale, poi trasformata e destinata a sacrestia e canonica. Già nel 1955 un saggio aveva rilevato in una nicchia tompagnata e ulteriormente tagliata da un solaio, tracce dell’affresco che in anni recenti è stato staccato e restaurato.

E’ costituito da due notevoli frammenti che lasciano ben individuare una coppia di Santi su uno sfondo riccamente decorato. In quello più alto sono visibili volti e spalle dei due personaggi; in quello inferiore figurano rispettivamente il lungo paludamento e la tunica, che scendono fino ai piedi. La raffigurazione è inserita sul fondo di una nicchia rettangolare con il lato superiore arcuato e nel cui intradosso sono frammenti di una decorazione a motivi vegetali che appare di altra epoca (XVI – XVII secolo).

 

basgia2I personaggi effigiati sono stanti, su una pedana lignea: San Basilio, a sinistra, con positura solenne e abiti vescovili, San Giacomo, nella metà di destra, in abiti da pellegrino e con espressione provata da lungo cammino. Lo sfondo, assai vario e decorativamente complesso, presenta una fascia inferiore che si solleva fino all’altezza delle spalle, decorata con fitti motivi geometrici (cerchi entro un reticolo a maglie quadrate, in bianco su fondo nero o marrone). basgia3Al disopra, il fondale si distingue in due parti simmetriche, divenendo una superficie verde omogenea a sinistra, su cui risalta il capo di San Basilio, e una stoffa panneggiata e ricamata, sul tipo dello sfilato siciliano, a destra. San Basilio è abbigliato con un piviale intessuto a fili d’oro, dai bordi color verde. Sul capo ha la mitria vescovile, dietro cui è un nimbo; il viso è in piena frontalità, ben caratterizzato da occhi neri e fissi, naso ben disegnato e barba fluente. Con il braccio e la mano sinistra regge un volume e il pastorale, mentre s’indovina nella parte opposta - andata perduta - la mano benedicente. L’iconografia e l’intitolazione dell’edificio dovrebbero bastare per confermare l’identificazione con il grande Santo di Cesarea. basgia4San Giacomo, riconoscibile per gli abiti da pellegrino e per il tipico cappello a base larghe ricadente sulle spalle, tiene con la destra un bastone appuntito e con la sinistra un libro. La tunica verde è panneggiata e coperta da un sottile mantello rosso; il viso dall'espressione stanca (o pensosa), è leggermente di scorcio, ben evidenziato dall'aureola di sfondo e morbido per la realizzazione di passaggi tonali nella stesura cromatica.

basgia5Per i caratteri stilistici l'opera va datata alla prima metà del XV secolo, essendo possibili confronti con altri dipinti murali e su tavola esistenti in area palermitana, anche se non possono passare inosservate le tardanze di certi schemi iconografici bizantini nella figura del San Basilio, ancora apprezzati nella cittadina ove sopravviveva un notevole patrimonio pittorico del genere. nota

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